Ugo Attardi – Dario Micacchi

Pitture, sculture, disegni e grafica dal 1945 al 1971, 274 pagine, 106 illustrazioni in bianco e nero, 56 tavole a colori e 9 in bianco e nero.

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UGO ATTARDI, anno 1971

Nell’Agosto 1971, Ugo Attardi ha vinto il Premio Viareggio per la narrativa con il romanzo autobiografico “L’Erede selvaggio”. Il successo del romanzo ha subito rinnovato e allargato l’interesse del pubblico e della critica per la sua originale ricerca di pittore e scultore che ha raggiunto la maturità negli anni sessanta. Nelle 274 pagine del volume, Dario Micacchi ricostruisce tutto il percorso artistico innovatore di Attardi dal suo esordio siciliano al Premio Viareggio. Ugo Attardi è nato nel 1923 da genitori siciliani. Fino dalla prima infanzia ha vissuto in sicilia. Si è stabilito a Roma dopo la Liberazione. Le prime esperienze pittoriche sono state di gusto neocubista e astratto-geometrico. Nel 1947-48, era nel gruppo di giovani che dettero vita al movimento “Forma 1” proclamandosi “formalisti e marxisti” in opposizione alla tendenza del realismo e del naturalismo sociale. A cominciare dal 1948 ha esposto nelle mostre d’avanguardia dell’ “Art Club” e alle primissime mostre d’arte astratta in Italia. Intorno al 1950 ha aderito alle posizioni del neorealismo e ha figurato con opere realiste sociali alla Biennale di Venezia del 1952 3 del 1954. Risalgono al 1955 sia l’abbandono ella corrente neorealista sia l’avvio l’autonoma esperienza di una pittura esistenziale della vita quotidiana che segna la scoperta poetica della città e della violenza dei conflitti sociali e umani nella città.

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UGO ATTARDI, “PAESE SUL MARE”, anno 1948

Nel 1961 aderisce al gruppo “Il pro e il contro” assieme a Renzo Vespignani, Alberto Gianquinto, Pietro Guccione, Ennio Calabria, Fernando Farulli, Carlo Aymonimo, Antonio Del Guercio, Dario Micacchi e Duilio Morosini. Il gruppo, che ha una posizione anti-informale, si presenta a Roma, nel dicembre 1961, con la mostra  “La violenza ancora”. Attardi figura in tutte le mostre del gruppo “Il pro e il contro” fino al 1964, anno dello scioglimento. Nel 1963 fa un viaggio in spagna che è decisivo per lo sviluppo della sua pittura della violenze. Negli anni sessanta partecipa a importanti mostre nazionali e internazionali e allestisce una serie di “personali”, tra Roma e Milano, che lo rivelano tra le nuove personalità creatrici della nuova generazione artistica italiana. Nel novembre 1968 pubblica il volume “Questo matto mondo assassino” con un saggio di Dario Micacchi, che è una più esatta rivelazione plastica della violenza contemporanea e che contiene molte idee per le prime sculture. Dal 1967 Attardi comincia una regolare attività di scultore in legno. Tra il 1969 e il 1971, la sua ricerca artistica è concentrata sul gruppo ligneo dell’ “Arrivo di Pizarro” che, presentato a Roma nella primavera del ’71, provoca grandi discussioni e polemiche, in quanto immagine simbolica della violenza contemporanea, sui caratteri e sulle funzione di una tipica arte della realtà.

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UGO ATTARDI, “TORERO MORENTE“, anno 1966
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