UGO ATTARDI – PER STENDHAL

1314 Nel panorama del romanzo francese dell’Ottocento, Stendhal occupa un posto a parte, in ombra rispetto a Flaubert, che ha fatto del suo ritiro a Croisset quasi un sacerdozio in favore di un culto religioso dell’opera letteraria. Stendhal contrappone al ritiro il viaggio, il viaggio in lungo e largo per le strade d’Italia. E l’Italia delle arti, della musica, dei monumenti alimenta e influenza la sua opera. La grande sensibilità di Stendhal si cristallizza intorno alla sua ammirazione per l’Italia artistica, morale, energica, con l’interrogativo di sempre: Stendhal è stato influenzato dal misticismo italiano attribuendo a eroi e personaggi fittizi tratti osservati nei suoi viaggi, oppure descrivendo le donne italiane incontrate le ha forse stendhalizzate? Certo vi è contaminazione, nei due sensi, di Stendhal sull’Italia e dell’Italia su Stendhal. Ma ciò che è incontestabile è l’affinità elettiva tra lo scrittore e il nostro paese. Entrambi proiettano la vita sull’esuberanza, la natura, la gioia, di cui l’Italia è il miglior simbolo su questo meraviglioso mare.

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LA FASCINAZIONE DELLE ARMI 

Attardi restituisce a Stendhal il vigore e la sensibilità del segno italiano, con un’opera delicata, interiore, riuscendo a raffigurare nella sua complessità questo grandissimo scrittore, la cui unica morale è consistita nel coltivare le passioni, nella vita e nell’opera.

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